Daino - Bioparco

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Daino

Daino (Dama dama)
 
Il daino è un cervide considerato para autoctono in Italia, ovvero evolutosi nel vicino oriente (Anatolia) ed introdotto prima del 1500 d. C. nella penisola. Le sue dimensioni sono intermedie tra quelle del capriolo e quelle del cervo (peso massimo per un maschio in Italia: 70-90 Kg; altezza al garrese intorno ai 90 cm), la corporatura è tozza sia nei maschi che nelle femmine, con muscolatura molto più massiccia per i primi; di fatto il dimorfismo sessuale è piuttosto accentuato.
 
L’optimun per la specie sono i querceti mediterranei, ovvero l’habitat nel quale il daino si è evoluto, ma l’estrema plasticità della specie le ha consentito di occupare una molteplicità di ambienti diversi: foreste planiziali umide, aree palustri, macchia mediterranea, agro ecosistemi, faggete appenniniche, boschi misti alpini, ecc.. In ciò il daino è facilitato dall’essere un pascolatore intermedio non selettivo, ovvero di potersi comportare da brucatore, da pascolatore, da consumatore di foraggio grezzo, a seconda della situazione ambientale in cui vive.
 
È il cervide più sociale, l’unità di base è la famiglia matriarcale, con una o più femmine anziane, femmine giovani loro figlie e piccoli dell’anno, oltre a qualche maschio giovane o sub adulto. Inoltre, sono comuni i branchi maschili e le associazioni di centinaia di individui nelle aree aperte di pascolo, con funzione antipredatoria. La stagione riproduttiva cade in autunno, come per il cervo, ma sfalsata rispetto ad esso di 15-20 giorni, quindi fondamentalmente nel mese di ottobre. Le strategie riproduttive adottate dal daino confermano ancora una volta la sua plasticità: i maschi possono perseguire strategie non territoriali, basate sulla difesa di gruppi di femmine (l’harem o il “following”), strategie territoriali (i lek, ovvero le “arene”, o i “territori singoli”), o miste, a seconda dell’età stessa dei maschi, quindi della loro maturità sociale e gerarchica.
 
Anche il ciclo dei palchi è sfalsato rispetto a quello del cervo (caduta a marzo, ricrescita e pulizia da giugno in poi). Il palco di un maschio adulto presenta una palmatura distale (la “pala”) molto caratteristica, sul cui margine troviamo diverse punte, che rappresentano una specie di “impronta digitale” tramite le quali è possibile riconoscere un maschio dall’altro.
 
In Italia la specie è attivamente gestita tramite caccia di selezione, essendo essa potenzialmente vincente nella competizione sia nei riguardi del capriolo, che nei riguardi del cervo (ovvero dei due cervidi autoctoni della penisola). La sua consistenza ammonta a circa 18.000 capi, distribuiti in particolare nelle regioni centrali, soprattutto in Toscana, e nell’Appennino emiliano-romagnolo e piemontese. Nuclei isolati sono presenti in Veneto, fin sulle Prealpi, e nel Mezzogiorno, comprese le isole maggiori.
 
 

Il daino nel Parco Regionale delle Alpi Apuane
 
Il daino è distribuito in piccoli nuclei all’interno del Parco e nella sua area contigua, ma essi sono difficilmente monitorabili vista la bassa densità. Addirittura, sul versante marittimo sono stati osservati in passato individui isolati, la cui origine è imputabile a fughe da proprietà private. In Garfagnana, nella valle dell’Edron (Vagli), è stato accertato a partire dal 2011 un gruppo di poche decine di capi per i quali è prevista l’eradicazione (secondo i Piani di Gestione della fauna dal 2012 in poi), vista la potenziale invasività della specie, l’impatto che le sue abitudini trofiche potrebbero avere sulla flora rara ed endemica e la sua totale estraneità all’ambiente apuano.


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